Frase di Thea Matera
Pane, Sacra Luce, Pane Santo che ravvede e schiara, Pane antico, fra braccia sopraffatte di contadini scalzi, nei campi giugnoli profusi di spighe e fiordalisi. Pane nero, tra mani grinze imbianchite di farina, di donne pavorose in frusti scialli. Pane amaro, brucia il sale dell'impasto sopra il cuore, mestato pane d'orzo, implorato pane secco, nei sacchi scabri di mandorle verdi. Thea Matera ©️ (PANE NOSTRO)
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Frasi affini
Andavamo, ebbre lanterne, per mostre d'arte in cerca di ludiche anticaglie, propaggini frugali, a guardare, tèndini, la piega fatalista, la miccia di frumento, la luce mutevole del pettine rado, l'assedio dell'onda di fango. Non si ravvede il canto ribelle - corde pulsum tangite - la foto strappata di un volto, il lembo dell'occhio nero a destra della luna, di lampade ad olio nella foschia di pece, un canto di nebbia di algide presenze in abito da sera. Moire gravitano sulla lama del foglio, in un'aria di fosforo limano il filo di lana sulla rotaia punta, sul contorno di balze sforbiciate di fossili alpestri, fintantocchè non giunga in limine il polso flesso. Fà che sia importante il fondo di ogni verso, ricopia ogni parola sulla campata sdrucciola, ricopri la parola da ogni lato, non perderla fra brogli d'orzo e zampe di cristelle. Il lupo fissa di lontano il paesaggio innevato e, solitario, si perde nel corrusco, dove il poeta rude zufola del croco e di noccioli nivei, e l'orologio molle mostra l'ora inerme sulla costa di tormalina. Thea Matera (Baignè par la Lumière) ©️
Esiste un muto greto dove la notte scompare nel polverìo di un alambicco, dove il campo di papaveri disasconde la verbena, in un tunnel di acanti blu cobalto dimergola al limine di guglie il luminarsi di avite sale, atticciate mute di cani si rincorrono lungo ossuti cinti silvestri, coccole di nervati curri. Mi persuade il brillìo della gazania, il serraglio dell'ipomea, lo strale di aguzzi steli come i tuoi gesti, disegni sopra i vetri di vasi azzurri d'acqua un roseo cielo di conchiglia, sfiori la parola e l'allontani... ne mostri di schiena il filo di frutti chiari, devoti volti, il drappo di parole imprestate alla ragione l'inconosciuta soglia della rima non ancora scritta. Si rassomigliano fra loro, ossimori, i parallelepipedi, si sbiancano verdi pilastri d'ostriche; la stevia si rigira nel soffio della calura, s'attrista nella cuòra il piorno ventre di ovati bozzoli, ermo grigio di acuti lobi. Si fende l'arco del giunco che dorme all'orizzonte, raggiorna tra le pagine di malacopie, di sonnolenti, smesse vertèbre di gargolle nello sfiato di filicorni, sorgivi bronzi di rosignoli fra dibarbate polle. (ON THE STAIRCASE)
Inserita il 10/09/2022 alle ore 11:42
Sta sul cornicione il mimo scalzo, s'arrampica alla luna lungo alzane di fiandra, cerca a tentoni la porta della notte, il pàthos di rapsodie ludiche. Piovono sassi sopra il cuore dissecca la rosa tra le labbra, l'occhiale sbilenco rifrange il pergolato. La sfera piramidale si finge in corde d'arpa, si moltiplica l'edera dans la mèmoire, il bacio breve del Coup de Thèâtre. Sorseggi l'ultimo verbo dell'Elegia kafkiana, il morfema singolare si discosta dalla scomposizione postuma della Querelle des Anciens et des Modernes, e nella feritoia estetica s'impaglia lo screzio dell'alveare. Che sia silenzio o sospensione la proporzione fra due tempi, dell'erba falciata nell'inèclos della pescaia, di pendole appoggiate alle pareti, mal s'accorda il disadorno vischio. Ti fanno strie sul capo le righe di pencole persiane, le nervature di avite case, il florilegio sui nenuferi bluastri della scacchiera, sullo strapiombo. Thea Matera (In The Shadow Of a Spider's Web)
Altre frasi di Thea Matera
E ti sveli all'alba come d'incanto, emergi dall'assenza, dal cuneo cremisi della pietra angolare, dal delta della volta, dall'angolo casuale della pietraia, nelle differenze degli eguali, la direzione accidentale, l'orbita olivina di una tela di Magritte. Quante sequenze fa il quadro d'aria, nella cornice accesa che non spiove, contorna la coerenza del Cinema d'Essai, aggranellate stelle di fiori ottanio. Temi il silenzio che non s'appunta, la geografia dimensionale, la parabola ascendente, la riga di sudore della siepe, la falce crescente di zaffiro. Tace la commedia, la vividezza del ritorno di un futuro semplice incostante, ad un punto dal presente, forse un passo d'imperfetto dell'iperbole anteriore. Lista il foglio bianco antico, che si schiara biancocadmo, perlescenza biancofumo, invisibile catrame, come polvere oltremare. Va in tondo esagonale l'illusione del confronto, imperdonabile retrivo di modelli superati, prospettive del frastaglio del larice mutante. (Outer Space)
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Bud Spencer , pseudonimo di Carlo Pedersoli (Napoli, 31 ottobre 1929 – Roma, 27 giugno 2016), è stato un attore, nuotatore, pallanuotista, sceneggiatore e produttore televisivo italiano.
Scritto da Utente anonimo
Il 09/08/2026 alle ore 04:16
The King of Scorpions.
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Palmiro Michele Nicola Togliatti (Genova, 26 marzo 1893 – Jalta, 21 agosto 1964) è stato un politico italiano, guida storica del Partito Comunista Italiano. .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}Nel 1930 prese la cittadinanza sovietica[senza fonte].
Scritto da Utente anonimo
Il 26/05/2026 alle ore 11:52
Palmi sei un grande
Scritto da Utente anonimo
Il 04/05/2026 alle ore 17:58
Esattamente
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