Frase di Sergio Bambarèn
Non perdere mai quella luce speciale che ti illumina gli occhi e che proviene direttamente dall'anima. E se dovesse accadere, combatti ogni giorno per riconquistarla.
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Frasi affini
Ci sono battaglie che nessuno vede, e proprio per questo sono le più vere. Quelle che combatti contro il vuoto che ti chiama per nome. Quelle in cui il premio non è la gloria, ma un giorno in più. Una mattina in cui puoi dire: Ci sono ancora. E respiro. E Sebbene il dolore mi abiti, non mi possiede: perché VIVO! Il solo fatto che oggi tu sia qui, nonostante ieri, è una rivoluzione che nessuno potrà toglierti. Perché il dolore non annulla il valore di ciò che sei. Anzi, spesso lo scolpisce. Ogni volta che ti rialzi, anche solo per poggiare i piedi sul pavimento freddo, è un atto sacro, un sì sussurrato alla vita, anche se tremante, anche se stanco. Il mondo non applaude chi semplicemente resiste. Ma la verità è che chi resiste porta dentro sé un fuoco antico, quello che non illumina per mostrarsi, ma per non perdersi. E tu, con le mani vuote ma il cuore pieno di battaglie invisibili, sei già un poema che cammina. Non c'è vergogna nel voler lottare contro mulini a vento, nè debolezza nel cedere per un istante. C'è forza nel prendersi per mano quando tutto dentro chiede di lasciarsi andare. E se oggi hai pianto, ma ti sei comunque alzata, se hai avuto paura, ma hai detto "ancora un giorno" allora hai già vinto più di quanto il mondo saprà mai comprendere.
Inserita il 29/07/2025 alle ore 08:53
"Quando l'anima tace"* Vi sono dolori che non parlano, ma si rannicchiano nell'anima come bambini smarriti nel freddo. Gridano senza voce, si aggrappano alle costole, vivono nascosti tra sogni spezzati e silenzi educati. L'anima, stanca di guerre invisibili, indossa sorrisi come corazze, mentre dentro crolla con grazia antica, come un tempio che implode senza fare rumore, per rispetto verso ciò che ha amato troppo. Cammina non per fuggire, ma per restare fedele a sé stessa, con passi lenti e sacri sulle macerie delle proprie promesse. Non chiede luce: diventa brace che scalda, resta accesa anche nel vento. E quando nessuno ode quel crollo silenzioso, lei si fa terra, nutre con il suo stesso dolore, genera forza dove prima c'era vuoto. Porta le ferite come reliquie, e abbassa lo sguardo non per vergogna, ma per reverenza. perché chi ha conosciuto l'abisso non cerca salvezze cerca presenza. Occhi che restano anche quando la luce vacilla. E lì, in quell'istante rarefatto, non ha più bisogno di parole. Basta un respiro, e l'anima tace. Ma non è più sola.
Inserita il 01/07/2025 alle ore 16:29
Sono fatta di ombre custodite e di luci che non chiedono il permesso. Di silenzi che parlano la lingua dell'anima, e di sogni antichi cuciti sotto la pelle. Non cerco il mondo: lo attraverso. Non grido: sussurro al vento le emozioni del cuore. In ogni mio respiro, dimora un frammento d'eterno che non si vede, ma si sente, "incanto del rumore del silenzio" come la scia luminosa di una stella prima che cada. Porto il cielo negli occhi e la terra nei passi, cammino tra le fenditure del tempo come chi conosce la notte, ma ha scelto la luce.Non appartengo a chi osa solo guardarmi, ma a chi mi riconosce, mentre mi legge l'anima, perché io non sono ciò che mostro, ma ciò che vibra in silenzio sotto ogni parola taciuta. Sono l'uragano e la tempesta. Sono fatta di silenzio e forza, di passi che non chiedono permesso. Non urlano per farsi notare, ma lasciano tracce ovunque vadano. Sono una ferita guarita con la sorgente dell'anima, Il mio inchiostro è la vita, ci attingo la penna dei miei sogni e divento Scriba, di ogni mia attesa, di ogni mia scelta, dove ogni lettera pesa come un destino, e brilla come una promessa nel frammento di infinito che prende forma.
Inserita il 13/07/2025 alle ore 12:28
Celebriamo la vita, non quella perfetta, ma quella che resiste. Quella che cade e si rialza, che trema ma continua a camminare. Celebriamo ogni cicatrice come una stella incisa sulla pelle, ogni sogno rinato dal silenzio, ogni scelta fatta con le mani tremanti e il cuore intero. Celebriamo il nostro futuro, non perché sia certo, ma perché è *nostro*. Perché lo scriviamo ogni giorno con le parole che non abbiamo più paura di dire, con i passi che osiamo fare anche nel buio. Siamo radici, siamo vento, siamo ciò che sopravvive al tempo. E oggi, con tutta la nostra storia sulle spalle, *scegliamo di fiorire ancora.* Scegliamo di fiorire ancora, anche quando il terreno è arido, anche quando la speranza pesa più dell'aria. Perché in noi c'è una forza antica, che non chiede il permesso di esistere *esiste* e basta. Come l'alba dopo una notte lunga, come il canto che nasce dopo il pianto. Celebriamo ogni passo, anche quello incerto, perché è prova che stiamo andando avanti. Celebriamo le nostre voci ritrovate, i "no" detti con coraggio, i "sì" sussurrati con l'anima. Celebriamo l'amore per noi stesse, che non è egoismo, ma *cura sacra.* Siamo donne d'ombra e di luce, madri dei nostri inizi, custodi del possibile. E se la vita ci chiama, non importa con quale voce: noi rispondiamo. *Presenti. Intere. Libere.*
Inserita il 13/07/2025 alle ore 12:28
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Scritto da Utente anonimo
Il 04/05/2026 alle ore 17:58
Esattamente
Pagina autore: La bella addormentata nel bosco
Frasi in archivio: 12
La bella addormentata nel bosco è una celebre fiaba tradizionale europea. Viene ricordata soprattutto nella versione di Charles Perrault (ne I racconti di mamma l'oca, 1697), in quella dei fratelli Grimm (ne Fiabe del focolare, 1812), in quella rivisitata di Italo Calvino ( ne Fiabe Italiane, 1956 - " La bella addormentata e i suoi figli" ), e attraverso il celebre omonimo cinematografico a disegni animati di Walt Disney, La bella addormentata nel bosco (Sleeping Beauty, 1959).
Scritto da Utente anonimo
Il 28/04/2026 alle ore 14:41
manca la citazione più bella:
serenella: come vorrei trasformarla in un vecchio rospo grasso!
flora: no, mia cara, lo sai, la nostra magia non opera in quel senso, può solo fare del bene e portare felicità.
serenella: bhè! farebbe felice me!
Pagina autore: Fulvio Ervas
Frasi in archivio: 2
Fulvio Ervas (Musile di Piave, 23 luglio 1955) è uno scrittore italiano.
Scritto da Utente anonimo
Il 05/12/2025 alle ore 13:31
Quando ho visto il film " Finché c'è prosecco c'è speranza ", mi è venuta voglia dì leggere il libro da cui era tratto e da quel libro si è aggiunta la curiosità dì leggere altri libri e mi sono piaciuti tutti.
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