Frase di Cormac McCarthy
La sera sentì di nuovo il volo alto delle gru, sopra le nubi, in bilico sulla linea della curvatura terrestre. Con occhi metallici solcavano i sentieri che Dio aveva scelto per loro. Nei cuori il flusso delle maree.
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Frasi affini
Il cuore batte, e lentamente ci trascina verso l'inizio di ogni nuovo solstizio, portandoci quasi per mano, e ricordandoci ad ogni suo battito l'attrazione, che permette all'anima di orbitare su questa Terra. Senti il tuo cuore che batte amore, e l'odio diventare amore, Senti il tuo cuore portare il tempo, seguilo e lasciati trascinare dal vento, Senti il respiro della foresta, e il sole dietro la tempesta, Senti Dio e il suo messaggio, e l'impronta lasciata ad ogni suo passaggio, Senti i profumi portati dal vento, e i suoni toccati dal tempo! Senti ogni nuovo giorno sorgere nelle tue mani, e la luna attendere il tuo domani. Matura con la natura, e porta la pace e l'amore nel tuo cuore, preparati alla felicità e al dolore, abbi fiducia in Dio, dormirai serena nel tuo letto, coperta dal suo tetto. E allora senti il vento accarezzare il grano, e da una mano una farfalla spiccare il volo, senti l'equilibrio fra cuore e mente, e Dio sarà con te perennemente! La vita è preziosa, e come una rosa raccoglila dai cuori frugiferi, e conservala dentro di te!
Un'anima sostava sulla riva di spinose pendole a Longchamp in uno sparto covile d'acquaragia, d'oro fino l'intaglio delle nubi la paglietta d'uva spina, trasverso il giorno d'apparenti opali, le vocali. Non riguarda il nuvolo lo strabo verbis di Monna Lisa, a filet il crochet rammaglia antichi fazzoletti ora che la luce urta nei Cahiers il diametro dei piedi sulla fune, del Louvre s'affinano i contorni il rodio nebbiore dell'elmo dètraquè, la crepa di ceramica che turba il nigello paravento. Misura un quarto di bottoni se con l'algebra e l'imbuto fa un comparto di mattoni, la curvatura del numero tre dimezza l'otto nella forma, subduce 8½ allo spiegone di voci avvolte nel ginepraio; ebriato, come al circo, Janvier balla il tip-tap, sulla suola di lapazio di un clown sul trapezio bine ripiegano le stuoie. Si stacca l'arancia dall'Aeglos, insino il frullo d'ali dell'aiglon malioso lameggia dalla latebra. (OuLiPo)
Inserita il 10/09/2022 alle ore 09:00
La mia forza interiore, È una voce che non urla, ma sussurra nel vuoto quando tutto tace. Quando il nemico "cancro " avanza, ma lei lo aspetta senza timore. È la forza che nasce nel silenzio delle lacrime, quella che non hai scelto, ma che ha scelto te nel momento in cui non restava più nulla da perdere. È l'anima che si ricuce con le dita tremanti, la volontà che resiste quando anche la speranza si è assopita. Non fa rumore, non chiede applausi, ma è lì, ogni volta che cadi, a ricordarti che sei più viva di quanto credi. La mia forza interiore, È quella forza antica, primordiale, che scava tra le rovine e accende scintille dove tutti vedono cenere. È il battito che continua anche quando il cuore è stanco, il respiro che insiste anche controvento. Non viene dal mondo, ma da dentro dal punto più profondo in cui dolore e luce si stringono la mano. È la forza del "nonostante tutto", di chi ha tremato, ma ha scelto di camminare ancora. E in quel passo incerto c'è tutta la dignità di chi non si arrende, ma si trasforma…trasmutandosi in qualcosa di nuovo, non più solo ferita ma fiamma, non più solo sopravvivenza ma rinascita. È il coraggio silenzioso di chi attraversa l'ombra e ne esce con occhi che vedono oltre, con mani che non stringono più catene, ma possibilità.
Inserita il 30/06/2025 alle ore 15:01
S'è distanziata l'ombra dalla meridiana, gira sul fuso il mondo e la sua ruota, - siffatti l'àncora ed il calcagno - sulla prodaia, fissati come chiodi, flagrano capelluti sfagni. Chiude gli occhi, tutto tace, sulla provenda, plicata a dense strisce, mansueta scorre l'anima in un corpo di limace. Senza riposo rotava il chiurlo, girava sul pennone come goccio l'astrolabio, si salvò il pompelmo fra le rose, in mare aperto il periplo a levante decantava il blu di Prussia del piumaggio. Dalla sediòla scambiò per apparenza il pianto di cicale, di solito non liquefa la foglia la confidenza fatta, come un sorriso di traverso fa la pesta di caprini, dall'abbaino, in disparte, raffila un arrotino il disegno delle nasse. In crogioli e matracci distillava il senso delle cose, temperava nel piatto la sua mela, s'affacciavano nella controra, come due occhi, gli orologi, e non si sperde - dagli tempo - sconnesso il solido in due punti... scese a pennello il guscio sull'artista, la rara convinzione di fragorose nuvole, la mola che sfugge all'orma di due distinte fragole. Sa di sale - è già partita - l'onda disciolta come neve, dove la voce diventa bosco, insetto che disvuole l'acqua di garofani, mutavano le triglie nell'acquaio, la fibra dell'alga sulla scrivania. Che fine ha fatto, disteso, appollaiato sul ramo di camoscio, adiacente all'ago della bussola divorava fino all'ultima parola, semmai disfece la coerenza il polline sulla veranda, s'aggiunse pure in là della pagliola il cespo millefoglie di lattuga; chissà se il cembalista suonerà le prime sette note del notturno, accresce in lui la netta meraviglia di sfuse primavere nei bistrot, nei graffiti sulle porte dei mètro. PASCORE (Eingedenken).
Inserita il 20/03/2023 alle ore 15:32
Altre frasi di Cormac McCarthy
Cormac McCarthy , all'anagrafe
Charles Joseph McCarthy Jr. (Providence, 20 luglio 1933), è uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore statunitense.
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Scritto da Utente anonimo
Il 04/05/2026 alle ore 17:58
Esattamente
Pagina autore: La bella addormentata nel bosco
Frasi in archivio: 12
La bella addormentata nel bosco è una celebre fiaba tradizionale europea. Viene ricordata soprattutto nella versione di Charles Perrault (ne I racconti di mamma l'oca, 1697), in quella dei fratelli Grimm (ne Fiabe del focolare, 1812), in quella rivisitata di Italo Calvino ( ne Fiabe Italiane, 1956 - " La bella addormentata e i suoi figli" ), e attraverso il celebre omonimo cinematografico a disegni animati di Walt Disney, La bella addormentata nel bosco (Sleeping Beauty, 1959).
Scritto da Utente anonimo
Il 28/04/2026 alle ore 14:41
manca la citazione più bella:
serenella: come vorrei trasformarla in un vecchio rospo grasso!
flora: no, mia cara, lo sai, la nostra magia non opera in quel senso, può solo fare del bene e portare felicità.
serenella: bhè! farebbe felice me!
Pagina autore: Fulvio Ervas
Frasi in archivio: 2
Fulvio Ervas (Musile di Piave, 23 luglio 1955) è uno scrittore italiano.
Scritto da Utente anonimo
Il 05/12/2025 alle ore 13:31
Quando ho visto il film " Finché c'è prosecco c'è speranza ", mi è venuta voglia dì leggere il libro da cui era tratto e da quel libro si è aggiunta la curiosità dì leggere altri libri e mi sono piaciuti tutti.
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