Frase di Thea Matera
Un limbo di attese la promessa, nell'ora che precede il vento quando le foglie - lame - trattengono l'ultimo ramo di luce, dove il mare mi appare lontano. Forse allora la parola si compie, in un gesto minimo - la pietra lanciata oltre la gora - asciso fondo dove - se non ora - fioriranno ancora ostinati mandorli, nella polvere levata dalla rondine sui berretti scuri dei soldati. Ma qui, dove il tempo si addensa come torba sui germogli, - vestigia la promessa che tace - il segno che fu voce ora langue nel frantume del giorno. S'è levato un grido di bianconi sulla spina di verdi secolari, e tutto ritorna, come il silenzio sui vernali tetti, il vizzo abete nella crepa della nube; fa eco il canto dell'upupa tra ricci di castagne, smorzati stornelli insù slamate vette di terracotta; S'inarca come un grano di sale l'ultimo raggio di rugiada, spiove a dirotto sulle sassose trifore un cordiglio di stelle. (WELTINNENRAUM).
Inserita il 11/11/2025 alle ore 20:28
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Frasi affini
S'è distanziata l'ombra dalla meridiana, gira sul fuso il mondo e la sua ruota, - siffatti l'àncora ed il calcagno - sulla prodaia, fissati come chiodi, flagrano capelluti sfagni. Chiude gli occhi, tutto tace, sulla provenda, plicata a dense strisce, mansueta scorre l'anima in un corpo di limace. Senza riposo rotava il chiurlo, girava sul pennone come goccio l'astrolabio, si salvò il pompelmo fra le rose, in mare aperto il periplo a levante decantava il blu di Prussia del piumaggio. Dalla sediòla scambiò per apparenza il pianto di cicale, di solito non liquefa la foglia la confidenza fatta, come un sorriso di traverso fa la pesta di caprini, dall'abbaino, in disparte, raffila un arrotino il disegno delle nasse. In crogioli e matracci distillava il senso delle cose, temperava nel piatto la sua mela, s'affacciavano nella controra, come due occhi, gli orologi, e non si sperde - dagli tempo - sconnesso il solido in due punti... scese a pennello il guscio sull'artista, la rara convinzione di fragorose nuvole, la mola che sfugge all'orma di due distinte fragole. Sa di sale - è già partita - l'onda disciolta come neve, dove la voce diventa bosco, insetto che disvuole l'acqua di garofani, mutavano le triglie nell'acquaio, la fibra dell'alga sulla scrivania. Che fine ha fatto, disteso, appollaiato sul ramo di camoscio, adiacente all'ago della bussola divorava fino all'ultima parola, semmai disfece la coerenza il polline sulla veranda, s'aggiunse pure in là della pagliola il cespo millefoglie di lattuga; chissà se il cembalista suonerà le prime sette note del notturno, accresce in lui la netta meraviglia di sfuse primavere nei bistrot, nei graffiti sulle porte dei mètro. PASCORE (Eingedenken).
Inserita il 20/03/2023 alle ore 15:32
Quando non sarò più voce; ma eco, non cercatemi nel silenzio di una lacrima, ma nel respiro del vento, nel calore di un raggio che accarezza il viso. Quando non potrò più essere il pilastro del vostro coraggio, non abbiate timore, perché in voi arde la fenice, quando non potrò più essere; Sarò ovunque mi avete amato: nel profumo delle pagine, nello scritto di una citazione, in una poesia che riapre il cuore, nell'attimo sospeso in cui ricordate, nella brezza delle onde del mare, nel tramonto della primavera, nella rugiada del mattino. Non sono svanita, mi sono soltanto trasformata, in ciò che resta. Nel ricordo. Nelle emozioni che vibrano nell'eterno presente. E se un giorno vi sembrerà che manchi, guardate meglio: sono la luce che vi attraversa. Per i miei gioielli
Inserita il 13/07/2025 alle ore 12:28
Si frammentano fiocchi in sagome disformi, si forgiano colonne a ritmo lieve, ocellati gusci cavi scendono come incorporee stelle, come iota e gamma si sfa la goccia acìcula, galleggiano trine nel petto cinetico di marmo. S'increspano ghirigori brulli, la catarsi esagonale, si sfilano rami d'acquerugiola. Solenne l'abete brilla di nevischio, nello scollinare di pernici bianche, immerso in una luce d'ocra, e raggi di lumini capriolano sulla falciola adusta, ricade sul palmo rubizzo un velo di spilli ghiaccei in solidi quarzini. Si muovono invitte ombre tra lamèlle di madrèpora, fluttuano dime di carta biancofumo in un'aria di castagne e legno secco di Prugnolo selvatico, di piumaggi argentati di zìgoli. Stridono le rotaie sul pietrisco ed i vagoni rombano come tamburi nebbiati, in un lezzo di metallo, e di sfasciumi accostati ai muri scalcinati. Brulicano sentori di primevi pini nel tinnìo di stoviglie ramate, il re bianco è in arrocco sulla scacchiera, ad un passo dalla torre ferma, e sul reticolo, in lontananza, danzano bioccoli, nel riflesso concavo s'eternano disegni d'acqua, archerotipe circonvoluzioni, lepide anse, lunati bovoli. (Le Mystère Des Flocons De Neige)
L'inquietudine della vita trasforma il mare in cemento: se percuoti l'acqua non la trapasserai mai.L'acqua, agli occhi inquieti appare come roccia al tatto; agli occhi pacati appare come un cunicolo da attraversare per scoprire un nuovo mondo.La rabbia trasforma l'acqua in una barriera; la calma le dona un tunnel, dal quale scorgere il crepuscolo di una nuova strada.Quando l'amore si posa sulla pelle dell'acqua, la dolcezza delle sue onde inabissa il tuo cuore, il peso scompare e la tua anima nuota tra i colori non ancora scoperti dalla luce.Gli occhi non trapassano i mari, ma un gesto leggiadro può farlo.Un effetto tunnel appare nella tua mente, portandoti nel misterioso mondo quantistico.Quando nella vita tutto appare sbarrato, buio e privo di strade, il mondo quantistico ci insegna che un tunnel invisibile esiste.Un tunnel, grazie al quale puoi trapassare una montagna, i mari e le paure.Un tunnel che appare in una mente pacata, poichè la rabbia offusca la vista.L'effetto tunnel è dentro di noi.
Siamo solo ospiti in prestito al tempo, ombre in pelle che imparano a brillare. La vita non è obbligo, è scelta: una possibilità fragile, sacra, inspiegabile. Chi la vive pienamente non cerca senso, ma presenza. E ogni respiro consapevole è una dichiarazione d'eternità lanciata nel finito. Per questo non conta quanto duriamo, ma quanto abitiamo ciò che ci abita. Ogni giorno è una soglia: può essere fuga o ritorno, assenza o rivelazione. Dipende da come lo guardi, da quanto spazio lasci tra ciò che sei e ciò che credi di dover essere. Chi ha davvero vissuto non lascia ricchezze, ma eco. Un sorriso che resta nella voce di chi resta. Un gesto gentile che accende una luce in chi non ha nome. Una verità sussurrata senza urgenza. Non siamo qui per dominare il tempo, ma per camminarlo con grazia, come si cammina in un sogno che non ci appartiene. Alla fine, quando tutto si spegne, non conterà chi siamo stati, ma quanto amore abbiamo lasciato fluire attraverso di noi, come vento tra le mani, come luce tra le crepe.
Inserita il 29/07/2025 alle ore 08:53
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Pagina autore: Fulvio Ervas
Frasi in archivio: 2
Fulvio Ervas (Musile di Piave, 23 luglio 1955) è uno scrittore italiano.
Scritto da Utente anonimo
Il 05/12/2025 alle ore 13:31
Quando ho visto il film " Finché c'è prosecco c'è speranza ", mi è venuta voglia dì leggere il libro da cui era tratto e da quel libro si è aggiunta la curiosità dì leggere altri libri e mi sono piaciuti tutti.
Uno, dieci, cento anonimi non valgono uno che si firma.
Giuseppe Zuccarini
Pagina autore: Brandon Lee
Frasi in archivio: 12
Brandon Bruce Lee (李國豪T, Lǐ GuóháoP; Oakland, 1º febbraio 1965 – Wilmington, 31 marzo 1993) è stato un attore e artista marziale statunitense.
Scritto da Utente anonimo
Il 15/10/2025 alle ore 19:09
Una breve vita diventata leggenda.
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