Frase di Thea Matera
La Poesia è il respiro segreto delle cose, trasforma il silenzio in voce, la ferita in luce, il ricordo in seme che ancora gemma, il verso che resta in bilico fra ciò che dice e ciò che tace. Perpendicola che fugge al tempo, il fiore scampato alla falce, filo invisibile che unisce la terra al cielo, il cuore al tempo, l'uomo all'Infinito.
Inserita il 12/09/2025 alle ore 12:10
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Frasi affini
La rimembranza è la dimora silenziosa dell'eterno, non chiede voce, ma vibra nel cuore come eco di ciò che ci ha formato. È il filo che cuce ciò che è stato con ciò che resta, non per trattenerci nel passato, ma per ricordarci chi siamo diventati passando da lì. Non è nostalgia, ma radice. Non è assenza, ma presenza trasformata. E finché un ricordo vive, nessuna separazione è davvero totale. È nella memoria che la vita custodisce la sua continuità, come un respiro che sopravvive al silenzio. Ogni volto che abbiamo amato, ogni voce che ci ha chiamato per nome, resta inciso nell'intimo, non come ombra, ma come luce filtrata dal tempo. L'eco del passato non è una trappola, è un passaggio. È ciò che ci permette di attraversare il dolore senza perderci, di ritrovare chi eravamo e accogliere chi siamo diventati.
Inserita il 13/07/2025 alle ore 12:28
"Quando l'anima tace"* Vi sono dolori che non parlano, ma si rannicchiano nell'anima come bambini smarriti nel freddo. Gridano senza voce, si aggrappano alle costole, vivono nascosti tra sogni spezzati e silenzi educati. L'anima, stanca di guerre invisibili, indossa sorrisi come corazze, mentre dentro crolla con grazia antica, come un tempio che implode senza fare rumore, per rispetto verso ciò che ha amato troppo. Cammina non per fuggire, ma per restare fedele a sè stessa, con passi lenti e sacri sulle macerie delle proprie promesse. Non chiede luce: diventa brace che scalda, resta accesa anche nel vento. E quando nessuno ode quel crollo silenzioso, lei si fa terra, nutre con il suo stesso dolore, genera forza dove prima c'era vuoto. Porta le ferite come reliquie, e abbassa lo sguardo non per vergogna, ma per reverenza. perché chi ha conosciuto l'abisso non cerca salvezze cerca presenza. Occhi che restano anche quando la luce vacilla. E lì, in quell'istante rarefatto, non ha più bisogno di parole. Basta un respiro, e l'anima tace. Ma non è più sola.
Inserita il 01/07/2025 alle ore 16:29
Sono fatta di ombre custodite e di luci che non chiedono il permesso. Di silenzi che parlano la lingua dell'anima, e di sogni antichi cuciti sotto la pelle. Non cerco il mondo: lo attraverso. Non grido: sussurro al vento le emozioni del cuore. In ogni mio respiro, dimora un frammento d'eterno che non si vede, ma si sente, "incanto del rumore del silenzio" come la scia luminosa di una stella prima che cada. Porto il cielo negli occhi e la terra nei passi, cammino tra le fenditure del tempo come chi conosce la notte, ma ha scelto la luce.Non appartengo a chi osa solo guardarmi, ma a chi mi riconosce, mentre mi legge l'anima, perché io non sono ciò che mostro, ma ciò che vibra in silenzio sotto ogni parola taciuta. Sono l'uragano e la tempesta. Sono fatta di silenzio e forza, di passi che non chiedono permesso. Non urlano per farsi notare, ma lasciano tracce ovunque vadano. Sono una ferita guarita con la sorgente dell'anima, Il mio inchiostro è la vita, ci attingo la penna dei miei sogni e divento Scriba, di ogni mia attesa, di ogni mia scelta, dove ogni lettera pesa come un destino, e brilla come una promessa nel frammento di infinito che prende forma.
Inserita il 13/07/2025 alle ore 12:28
Ci sono anni che ci attraversano come stagioni impietose, e altri che ci spogliano fino all'osso, ma è solo quando tocchiamo il fondo del nostro inverno che impariamo a riconoscere il valore di un'alba. La malattia non è solo assenza di salute, è uno specchio che ci costringe a guardarci nudi, fragili, veri. E lì, tra il dolore e la paura, nasce il seme di una forza antica, quella che non urla ma resiste, che non corre ma tiene il passo. Rinascere non è tornare come prima: è sapere di essere cambiati e avere il coraggio di vivere con una pelle nuova e un'anima che ha imparato a brillare anche nel buio. Ogni cicatrice è una sillaba incisa nel corpo, ma il verso intero si scrive nel silenzio dell'anima. perché chi ha danzato sul confine sottile tra vita e fine non teme più il superfluo, non rincorre più l'effimero. Ha imparato a riconoscere la bellezza delle piccole cose: un respiro senza dolore, una risata che torna piano, una carezza che non ha bisogno di parole. Il cancro ti scuce, ma può anche ricucirti con un filo più resistente. Ti rende più leggera delle aspettative, più pesante di significato. Ti insegna che il tempo non va riempito: va abitato. Ed è allora, quando nulla è più come prima, che nasce il miracolo: È anche se non sei guarita ancora nel corpo, l'occhio ora sa vedere davvero, il cuore ora sa scegliere, l'anima ora sa ringraziare. Davvero. perché chi è tornato dal buio porta con sè una luce che nessuna notte potrà spegnere.
Inserita il 30/06/2025 alle ore 15:01
Non siamo ciò che abbiamo voluto, ma ciò che abbiamo attraversato. La vita non chiede permesso: entra, scompiglia, segna, attraversa, trasforma, calpesta, devasta. E a noi resta l'arte silenziosa di dare senso al disordine, di trovare bellezza persino nelle crepe che ci hanno aperto. Ogni ferita è un alfabeto inciso sulla pelle dell'anima, e impariamo a leggerci solo col tempo. Non c'è verità più nuda di quella che nasce dal dolore accolto, nè libertà più vera di chi, cadendo mille volte, ha scelto ogni volta di rialzarsi diverso, ma non domato. perché vivere, in fondo, è un atto di creazione: scolpire senso nell'invisibile, dare voce all'assenza, e continuare ad amare anche quando tutto tace.
Inserita il 29/07/2025 alle ore 08:53
Altre frasi di Thea Matera
Oggi su Marte mi sfiora la tempesta, non c'è che un filo d'erba a scompigliare nuvole conchiuse in granati barattoli di vetro, i colori sono pozze di ematite solchi nel concavo riflesso di rosa acquamarina... Cieli di polvere sovrastano dissepolte lampide, si schiudono ossidate ali di rupicole, come viluppo di quarzosi cràspedi l'eco di luce si raccoglie sui soffitti. Cos'era la musica se non un tonfo sordo, un tinnulo di asteri sul giglio di mare... La vita esplode nel grembo della luna sull'orma intatta di puntellate valli, allo Zènith s'impolvera lo storno, la filza di lumache discioglie il brivio di aceraie, l'anello della maglia incartoccia sulle teste i ninnoli di pietra prima che affoghi in dogli di titanio la rena di cellulosa. Mi parlarono di docili chelonie, ocracei ciottoli e spati di viandanti, di gerbere nel raggio di lanugiosi palmi, la diaspora di macine e di armenti. Era il cinabro pelago un nicchio di calille nel cielo che s'infosca sul piumaccio, dove sopravvive la cocciniglia, e la lantana, sotto teche d'eliodoro; distinguo dalla specola il perno della ruota, l'ultimo nome inciso nella secca, si vetrifica il lago di scarlatti brani dove hai colto invaiati pummeli, l'avito gesmino e la catalpa, l'assecchita pieve e l'amaranto. Ricadono i pensieri come forme di alveari, in silico si foggia l'agapanto il dismentato stazzo, smatassati tomboli di romite nebule si sperdono in liquate florescenze, nella rifusa lacrima del Firmamento. ZYKLUS (Life On Mars)
Inserita il 29/09/2022 alle ore 09:14
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Pagina autore: Fulvio Ervas
Frasi in archivio: 2
Fulvio Ervas (Musile di Piave, 23 luglio 1955) è uno scrittore italiano.
Scritto da Utente anonimo
Il 05/12/2025 alle ore 13:31
Quando ho visto il film " Finché c'è prosecco c'è speranza ", mi è venuta voglia dì leggere il libro da cui era tratto e da quel libro si è aggiunta la curiosità dì leggere altri libri e mi sono piaciuti tutti.
Uno, dieci, cento anonimi non valgono uno che si firma.
Giuseppe Zuccarini
Pagina autore: Brandon Lee
Frasi in archivio: 12
Brandon Bruce Lee (李國豪T, Lǐ GuóháoP; Oakland, 1º febbraio 1965 – Wilmington, 31 marzo 1993) è stato un attore e artista marziale statunitense.
Scritto da Utente anonimo
Il 15/10/2025 alle ore 19:09
Una breve vita diventata leggenda.
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