Ci sono anni che ci attraversano come stagioni impietose, e altri che ci spogliano fino all'osso, ma è solo quando tocchiamo il fondo del nostro inverno che impariamo a riconoscere il valore di un'alba. La malattia non è solo assenza di salute, è uno specchio che ci costringe a guardarci nudi, fragili, veri. E lì, tra il dolore e la paura, nasce il seme di una forza antica, quella che non urla ma resiste, che non corre ma tiene il passo. Rinascere non è tornare come prima: è sapere di essere cambiati e avere il coraggio di vivere con una pelle nuova e un'anima che ha imparato a brillare anche nel buio. Ogni cicatrice è una sillaba incisa nel corpo, ma il verso intero si scrive nel silenzio dell'anima. Perché chi ha danzato sul confine sottile tra vita e fine non teme più il superfluo, non rincorre più l'effimero. Ha imparato a riconoscere la bellezza delle piccole cose: un respiro senza dolore, una risata che torna piano, una carezza che non ha bisogno di parole. Il cancro ti scuce, ma può anche ricucirti con un filo più resistente. Ti rende più leggera delle aspettative, più pesante di significato. Ti insegna che il tempo non va riempito: va abitato. Ed è allora, quando nulla è più come prima, che nasce il miracolo: È anche se non sei guarita ancora nel corpo, l'occhio ora sa vedere davvero, il cuore ora sa scegliere, l'anima ora sa ringraziare. Davvero. Perché chi è tornato dal buio porta con sé una luce che nessuna notte potrà spegnere.
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La bella addormentata nel bosco è una celebre fiaba tradizionale europea. Viene ricordata soprattutto nella versione di Charles Perrault (ne I racconti di mamma l'oca, 1697), in quella dei fratelli Grimm (ne Fiabe del focolare, 1812), in quella rivisitata di Italo Calvino ( ne Fiabe Italiane, 1956 - " La bella addormentata e i suoi figli" ), e attraverso il celebre omonimo cinematografico a disegni animati di Walt Disney, La bella addormentata nel bosco (Sleeping Beauty, 1959).
Scritto da Utente anonimo
Il 28/04/2026 alle ore 14:41
manca la citazione più bella:
serenella: come vorrei trasformarla in un vecchio rospo grasso!
flora: no, mia cara, lo sai, la nostra magia non opera in quel senso, può solo fare del bene e portare felicità.
serenella: bhè! farebbe felice me!
Fulvio Ervas (Musile di Piave, 23 luglio 1955) è uno scrittore italiano.
Scritto da Utente anonimo
Il 05/12/2025 alle ore 13:31
Quando ho visto il film " Finché c'è prosecco c'è speranza ", mi è venuta voglia dì leggere il libro da cui era tratto e da quel libro si è aggiunta la curiosità dì leggere altri libri e mi sono piaciuti tutti.
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