Provate a pensare se le stelle fossero... | AforismiCitazioni.it

Frase di Giuseppe Zuccarini

Provate a pensare se le stelle fossero state più lontane o meno luminose: non ci saremmo accorti della loro presenza e il cielo notturno sarebbe stato deserto.
Le nostre cognizioni sull'universo sarebbero state enormemente limitate e la sensazione di essere soli sarebbe stata drammatica. Invece. Invece Qualcuno o Qualcosa ci ha fatto intravedere il mondo che ci circonda, ha voluto sollecitare la nostra curiosità, ha voluto rassicurarci che l'universo pullula di vita e di movimento. È stato questo un dono inestimabile che se da un lato ci incita alla conoscenza, dall'altro ci interroga sulla natura e sui fini imperscrutabili di Chi ha voluto che il mondo lo vedessimo così come lo vediamo. Che si chiami Dio o Natura nell' accezione di Spinoza, ha in fondo importanza relativa.

Inserita il 05/12/2022 alle ore 12:21


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Una provocazione ….fisica. Alcuni anni or sono, dopo aver letto un libro sul ruolo del tempo in fisica mi capitò di scrivere che non è da escludere la possibilità di una sua assenza nell'universo e che invece resti indispensabile per la vita dell'uomo su questo pianeta. In breve Il tempo, organizzato in passato, presente e futuro potrebbe essere un  prodotto della nostra mente, anzi una condizione necessaria per il suo miglior funzionamento, dal momento che il nostro cervello nel corso della sua progressiva evoluzione avrebbe richiesto sempre più diffusi punti di riferimento per espandere le sue potenzialità e cioè per dare ordine alle crescenti acquisizioni provenienti dall'ambiente o elaborate autonomamente. Ora se questa idea può apparire logica per l'essere umano in ambito terrestre non necessariamente dovrà risultare applicabile nell' universo, dove regnano idee pressochè inaccessibili alla mente umana come l'infinito e l'eternità, attributi che pertengono rispettivamente allo spazio e al tempo, ma che nel caso dell'eternità può anche significare assenza di tempo. D'altra parte oggi la fisica quantistica pone in dubbio la presenza del tempo nelle sue equazioni e le recenti scoperte del telescopio J. Webb sembrano prospettare novità sconvolgenti sulle origini dell'universo e sulla sua datazione temporale.
Appare dunque sempre meno incredibile il simbolico e ipotetico incontro nello spazio intergalattico con l'alieno che alla domanda: "Scusi, ma il tempo come funziona da queste  parti ?" pare abbia risposto: "il tempo? E che cosa è il tempo ?".

Inserita il 10/07/2024 alle ore 11:35

S'è distanziata l'ombra dalla meridiana,
gira sul fuso il mondo e la sua ruota,
- siffatti l'àncora ed il calcagno -
sulla prodaia, fissati come chiodi,
flagrano capelluti sfagni.
Chiude gli occhi, tutto tace,
sulla provenda, plicata a dense strisce,
mansueta scorre l'anima
in un corpo di limace.
Senza riposo rotava il chiurlo,
girava sul pennone
come goccio l'astrolabio,
si salvò il pompelmo fra le rose,
in mare aperto il periplo a levante
decantava il blu di Prussia del piumaggio.
Dalla sediòla scambiò per apparenza
il pianto di cicale, di solito non liquefa la foglia la confidenza fatta,
come un sorriso di traverso
fa la pesta di caprini,
dall'abbaino, in disparte,
raffila un arrotino il disegno delle nasse.
In crogioli e matracci
distillava il senso delle cose,
temperava nel piatto la sua mela,
s'affacciavano nella controra,
come due occhi, gli orologi,
e non si sperde - dagli tempo -
sconnesso il solido in due punti...
scese a pennello il guscio sull'artista,
la rara convinzione di fragorose nuvole,
la mola che sfugge all'orma
di due distinte fragole.
Sa di sale - è già partita - l'onda disciolta come neve, dove la voce diventa bosco, insetto che disvuole l'acqua di garofani,
mutavano le triglie nell'acquaio,
la fibra dell'alga sulla scrivania.
Che fine ha fatto, disteso,
appollaiato sul ramo di camoscio,
adiacente all'ago della bussola
divorava fino all'ultima parola,
semmai disfece la coerenza
il polline sulla veranda,
s'aggiunse pure in là della pagliola
il cespo millefoglie di lattuga;
chissà se il cembalista suonerà
le prime sette note del notturno,
accresce in lui la netta meraviglia
di sfuse primavere nei bistrot,
nei graffiti sulle porte dei mètro.

PASCORE
(Eingedenken).

Inserita il 20/03/2023 alle ore 15:32

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Scritto da Utente anonimo
Il 09/07/2024 alle ore 13:15
Credo abbia disegnato perfettamente il vero popolo dei mari
VAi alle frasi di

Le ferite a volte fanno parte della cura.

Inserita il 25/06/2024 alle ore 15:46
Scritto da Utente anonimo
Il 25/06/2024 alle ore 17:07
Verissimo
Scritto da Tellina
Il 09/06/2024 alle ore 06:50
È vero, per questo non dobbiamo mai far morire il bambino che è dentro ognuno di noi, così come loro, anche noi avremo una vita a colori.

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